Blog di Stefano - Miscellanea57

capperi
Il computer: l'universo in casa ...
il computer l'universo in casa
Vai ai contenuti

IL CULO: la sua infinita ricchezza linguistico-filosofica...

Miscellanea57
Pubblicato da in Pensieri ed Incontri · 13 Agosto 2015
 
Qualche tempo fa mi è capitato - con mia profonda ilarità e "curiosa preoccupazione" di vedere brache calate e natiche al vento (per scherzo) di un mio caro conoscente - non diciamo chi per ovvi motivi - ma, quel culo, deretano, sedere o qual dir si voglia, ha ispirato alla mia mente i molti modi di dire e "di fare filosofia spicciola" nella curiosa "comunità umana".

Esso, il culo per l'appunto, assume vari significati e "sfumature diverse": qualificare una persona in modo spregiativo mostrando appunto il culo oppure, "muovi il culo!” “Sposta il culo!” per dire “muoviti”, “spostati”.

Il sedere, è usato anche in alcuni modi di dire "figurati" ad esempio: avere il culo di piombo "essere pigri", culo di pietra, equivalente di persona che sta sempre seduta a lavorare.

Il culo assume poi una "sensibilità" particolare propria quando ci si sente affaticati, stanchi oppure, quando bisogna affrettarsi, affaccendarsi più del dovuto con frasi retorico-allegoriche del tipo; mettere del pepe nel culo, avere il fuoco sotto il culo, farsi il culo, fare un culo così e, tanti altri eloquenti e coloriti verbi.

Cosa dire poi del disprezzo del culo? Quante volte innervositi ci scappa, a torto o a ragione qualche frase colorita del tipo; quel libro è scritto con il culo oppure, quel cortile è stato asfaltato con il culo ...

Il dizionario allegorico-filosofico umano del culo, è ricco e ironicamente fantasioso.

Ad esempio: Faccia da culo = faccia tosta: mostrare il proprio volto come se fosse un deretano, senza vergogna e in modo spregiativo.

Di fatto in genere, mostrare il deretano è un atto di disprezzo che mima l’atto di fare la cacca o, detta in modo più fine "del defecare" ma in sostanza alla fine, sempre di cacca si tratta.

Anche il culo parla straniero! In Inglese "asshole" e, in Tedesco "arschloch" sono una grande offesa e, indicano una persona spregevole ovvero; il corrispettivo di stronzo".

Leccaculo, dare via il culo = adulatore servile, colui che si presta a qualunque umiliazione pur di trarne vantaggi.

Paraculo, il cui significato in origine indicava omosessuale passivo e, poi con il tempo è stato usato e, viene usato a tutt'oggi per indicare chi sa abilmente e, con disinvoltura volgere a proprio favore una situazione.

Stessa cosa dicasi per l'espressione verbale "culo rotto" o “rotto in culo”.

Evviva! Il culo e le chiappe trionfano! E, se qualcuno maligna con pensieri e parole (non è la canzone di Battisti), peggio per lui: vuol dire che ci mette la malizia; ciò è un problema suo e, ci fa pure la figura di povero guardone frustrato.

Quindi: bacchettoni borghesi falsi moralisti fuori dalle balle.

Siamo in un paese “libero “e poi, perché vedere il male quando, ragazze o ragazzi o, entrambi, si siedono in luoghi pubblici, scuole comprese, mostrando i loro bei sederini esposti all’aria con le brache calate ben al di sotto dell’osso sacro? Ma anche i peli della parte anteriore non sono male.

Che male c’è? Cosa c’è più della normalità di godersi le loro giovani parti intime? Diciamolo pure: qualcuno e, anche qualche due potrebbero obbiettare che comunque tutto questo "mostrare" non sia sempre un bello spettacolo poiché, non sempre i proprietari di quei fondoschiena possono vantare un fisico da modelli.

Inoltre, lasciando un attimo da parte l'estetica (ma proprio solamente un attimo da parte), anche se quelli che ci vengono offerti alla vista fossero i sederi più belli del mondo, la loro esibizione in momenti e, luoghi meno opportuni, è soft-pornografia allo stato puro.

E qui entra in scena l'Etica che, alcune volte bisticcia con l'Estetica.

Comunque che ci possiamo fare; ci siamo abituati a realtà di fatto del tipo: "società di massa", "comunicazione di massa", "turismo di massa"; ci abitueremo pure, piaccia o non piaccia, anche alle chiappe di massa, agli addomi di massa (con annessi e connessi).

Ora, consideriamo anche il modo di vestirsi in maniera "particolare", anzi mi correggo; svestirsi in maniera "particolare: non significa forse esercitare una forma di potere sul prossimo? I particolar modo quando si è giovani e belli? Mi domando se questo, può essere considerato un potere di imporre la propria "provocazione sessuale", di costringere le persone più prossime a voltare la testa dall’altra parte, per l’imbarazzo (e talvolta in taluni casi per il disgusto) o, guardare con desiderio come poveri fessi, la merce che viene generosamente esposta, esibita, ostentata ma, che non è in vendita? Si è affermato sempre, fino alla noia che,” la propria libertà finisce dove inizia quella di chi ci sta di fronte”; non è così.

Alcuni vorrebbero andarsene per i fatti propri senza voler essere obbligati spettatori di uno spettacolo non richiesto; chiappe sbattute in faccia, a volte di qualità scadente.

Tentazioni? Ma dai! Non diciamo fesserie.
 
Comunque, ed è verità, in ogni dove si fa a gara per chi mostra di più tanto che, ci si chiede come fanno a non perdere gli indumenti per strada e, rimanere come mamma li ha fatti (Scarpe e calze a parte).

E poi? Quando voltandosi ti fissano, a volte non sai come affrontare il loro sguardo e, ti chiedi se il tuo viso possa far trasparire l’effetto che il loro spettacolino ha provocato.

In questi frangenti, ci si sente colpevoli come il ragazzino colto in fallo che ha rubato la marmellata anche se, a tutto pensavi tranne che ad eccitarti sbirciando le “grazie” o “sgrazie”.

Bella come situazione! Sospettato, anche se colpevole di niente.

Mi chiedo: ma perché mai l’uomo è quello che pensa sempre male e la donna no? Mi spiego: se la donna mostra il suo corpo, lo fa per caso, senza intenzione, con innocenza mentre, se l’uomo guarda è un porco, un potenziale stupratore, un selvaggio.

Comunque, inutile dilungarsi, così stanno le cose: dobbiamo rassegnarci e subire.

Viva la democrazia dei ventri e dei sederi e, mi raccomando, non mostriamo turbamenti e, rimaniamo composti altrimenti, saremo ritenuti rei e per noi, sarà finita.

Come ultima cosa, mi piace citare le parole di uno scrittore spagnolo; Francisco De Quevedo (1580-1645): «Il culo è così disgraziato da essere superato dalle cose avvantaggiate in nobiltà e virtù, pur avendo più imperio e venerazione delle altre membra del corpo.

A ben vedere, infatti, è il più perfetto e ben collocato di esso, e più favorito dalla natura, e poi la sua forma è circolare, come la sfera, e divisa in un diametro o zodiaco proprio come quella.

Il suo posto è nel mezzo, come quello del sole; il suo tatto è tenero.

Ha un solo occhio, (…) ed è più necessario l’occhio del culo più di quelli del viso; per quanto uno senza occhi in esso può vivere, ma senza occhio del culo né soffrire né vivere. (…) A causa degli occhi del volto ci sono innamorati, incesti, stupri, morti, adulteri, ire e furti.

Ma quando per il pacifico e virtuoso occhio del culo ci fu scandalo nel mondo, inquietudine o guerra? (…)  Negli occhi del volto di solito ci sono mille lievi accidenti, cateratte, nubi e molti altri malanni; ma in quello del culo non ci sono mai nubi, perché è sempre liscio e sereno …



Nessun commento

Guestbook
Cerca in questo sito
Torna ai contenuti