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Perdono o ... Non perdono

Miscellanea57
Pubblicato da in Pensieri ed Incontri · 26 Maggio 2015
 
Il perdono, viene comunemente confuso – puro parere personale - con il “fingere o meglio, convincere se stessi che non sia successo niente”.

Questo atteggiamento che la maggior parte di ognuno di noi adotta, a volte – e non ditemi che non è vero perché faccio fatica a crederlo  - comporta sacrificio, sopportazioni le quali ci illudono, facendoci credere di essere brave persone che sanno perdonare tutti e tutto ma, che in realtà non fanno altro che farci reprimere rabbia e, con il tempo incrementarla.
 
Persone “candide e buone”? FINZIONI, FALSITÁ che fanno del perdono un ricatto, un debito verso chi lo ha ricevuto.
 
Il perdono vero, autentico non accetta scambi esso, è gratuito.
 
Il vero perdono è al di là del giudizio, non possiamo perdonare a parole mentre, nei fatti conserviamo solamente risentimento e rabbia.
 
Un perdono così fatto, che comporta fatica sacrificio non è sano.
 
È necessario che comprendiamo innanzi a tutto, quando il torto ci viene rivolto, che esso è solamente l’espressione di “un limite dell’altro”.
 
Come scriveva e, amava ripetere Gandhi; il perdono è la qualità del coraggioso, non del codardo.

Quindi ripeto; se vedremo il torto subito nella sua “globalità del momento” vedremo anche il limite dell’altro che, in quel momento non poteva fare diversamente per, la sua fragilità, la sua umanità.
 
Quanti di noi, si sono trovati in simili frangenti; umanamente delusi, disillusi, fragili.
 
Capendo e, vedendo tutto questo “l’altro e noi”, il perdono verrà da sé.

Così facendo, con questo atteggiamento non ci porremo più, probabilmente, nemmeno la domanda: perdono o non perdono.

Vivendo noi stessi, stando su noi stessi probabilmente, non dovremo nemmeno porci più la domanda “perdono oppure no”? Questo perché non ci sentiremo più offesi dai limiti altrui anzi, molto probabilmente aiuteremo loro – a volte senza nemmeno esserne coscienti -  a superarli.

Quindi cerchiamo di ampliare il nostro modo di vedere e percepire e sentire e pensare “l’ALTRO”, non solamente per quello che potrà darci o toglierci.
                                                   
Largo all’umanità e alla spontaneità.
                                                             ooo0ooo
 
Quando ho camminato fuori dalla porta verso il cancello che avrebbe portato alla mia libertà, sapevo che se non avessi lasciato l’amarezza e l’odio dietro di me, sarei rimasto ancora in prigione.
 
(Nelson Mandela)

Essere un cristiano significa perdonare l’imperdonabile, perché Dio ha perdonato l’imperdonabile in te.
 
(CS Lewis)

Perdona i tuoi nemici, ma non dimenticare mai i loro nomi.
 
(John Fitzgerald Kennedy)

Siamo tutti impastati di debolezze e di errori; perdoniamoci reciprocamente le nostre sciocchezze: questa è la prima legge di natura.
 
(Voltaire)

Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno!
 
(Gesù Cristo)



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