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Nostalgia e rimpianti.

Miscellanea57
Pubblicato da in Pensieri ed Incontri ·

Nostalgia e rimpianti.

Dal vocabolario vengono rispettivamente così definite:
1) nostalgìa s. f. [comp. del gr. νόστος «ritorno» e -algia (v. algia)]. – Desiderio acuto di tornare a vivere in un luogo che è stato di soggiorno abituale e che ora è lontano: soffrire di n.; in quei ballabili remoti, scritti su vecchi rigidi dischi, s’annida il grumo indistinto della n. e della gelosia: di quanto si vorrebbe richiamare in vita e non si può, e di quanto invano si vorrebbe non fosse stato (Salvatore Mannuzzu); avere, sentire, provare la n. (una grande, profonda, intensa, acuta, struggente n.) del proprio paese, della patria, della casa, della famiglia. Quando assume forma patologica si chiama nostomania (v.). Per estens., stato d’animo melanconico, causato dal desiderio di persona lontana (o non più in vita) o di cosa non più posseduta, dal rimpianto di condizioni ormai passate, dall’aspirazione a uno stato diverso dall’attuale che si configura comunque lontano: n. degli amici, dell’affetto materno; n. della giovinezza lontana; n. dei tempi passati.
2) rimpianto s. m. [der. di rimpiangere]. – Ricordo nostalgico e dolente di persone o cose perdute, o di occasioni mancate: il r. dell’amico morto gli riempiva il cuore; non ho rimpianti; non è il caso di abbandonarsi a rimpianti; se ne andò senza lasciare di sé alcun rimpianto.

Recentemente dopo uno scambio – costruttivo – di opinioni o, punti di vista mi è tornata alla mente, da uno dei tanti “cassetti della memoria”, una frase di Mark Twain: "Tra vent'anni non sarete delusi dalle cose che avete fatto, ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l'ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite".
Per come la vedo io, ripensare con amara nostalgia al passato e, guardandosi allo specchio - come una vecchia pubblicità citava: prima riflette poi, risponde - dirsi: sarebbe, avrebbe potuto essere ma, non è stato; è il modo peggiore di vedere le cose.
Con questo o, questi atteggiamenti, s’insinua il dubbio che, probabilmente, in determinate situazioni è sicuramente utile, ma in questo frangente ci fa ripensare al passato, che magari ci fosse una possibilità per realizzare ciò che si voleva e il rimpianto per non aver voluto “correre il rischio”.
Questo dubbio, creerà un dolore radicato nel profondo dell’anima, non si troverà mai pace.
Accettare un fallimento, un’esperienza negativa, è parte integrante della crescita umana – come scriveva il celebre De Filippo: gli esami non finiscono mai -.
Gli errori sono possibili e i rimpianti sono ad essi collegati; sia perché non abbiamo voluto mai correre rischi per conservare i delicati equilibri e schemi, della nostra vita, sia per le paure dei “predatori” di cui questa nostra esistenza è piena.
Tutto questo per non turbare il nostro quieto vivere.
Molte volte nel corso della mia esistenza mi sono chiesto, ed ancora continuo con questo interrogativo, perché mi sembra di essere immune da nostalgie o rimpianti.
Ed allora inizio a fare dei “distinguo e misure” tra nostalgia e rimpianto.
Sono due cose diverse.  
La nostalgia si riferisce al passato e, dà valore a ciò che si è fatto, il rimpianto invece, è il timore di un passato che non passa, di un passato per così dire “mancato” che rischia di trasformarsi in ossessione.
Per questa ragione è importante avere o, cercare di avere una confidenza ironica della vita che, andando a braccetto con la disinvoltura e la saggezza della modestia, ci permette di non essere travolti dal ricordo di ciò che siamo stati e, non siamo più.
Quindi: lasciamo che la nostalgia, il rimpianto ed il dolore siano solamente sentimenti positivi e, non tristezza.
Prima di tutto guardiamo e viviamo il presente perché è l’unico momento, l’attimo in cui esistiamo.
Quando parliamo di presente, di momenti o di attimi, parliamo anche di tempo.
Recenti studi hanno stabilito che il tempo non si muove mai ma, è costantemente presente – gli antichi avevano già ben chiara questa definizione, ed anche qui ci sarebbe da speculare – quindi, anche la nostra percezione di tempo non rispecchia la realtà infatti, è nella comune opinione che, il tempo scorre mentre, nella realtà è sempre presente ovvero: il tempo” È”.

Ma torniamo a noi. Ogni essere, in particolare l’essere umano, è coinvolto in tre momenti temporali:
1) il passato, comunemente identificato: c’era.
2) Il presente, comunemente identificato: c’è.
3) Il futuro, comunemente identificato: ci sarà.

Riflettendo un po’ su questi tre stati temporali, potremmo supporre che:
1) le persone che non hanno un buon rapporto con sé stesse vivono prevalentemente nel passato.
2) Le persone sempre preoccupate, in ansia per quanto possa accadere o, non possa accadere mai, vivono prevalentemente nel futuro.
3) Le persone che hanno un buon rapporto con sé stesse, vivono il momento presente.

A pensarci bene sembra quasi che, la nozione di tempo sia solamente un’illusione, un’invenzione dell’IO che cristallizza l’essere umano in una realtà che non esiste. Una realtà di falsità.
Forse, la frase di Dio fatto uomo; la verità vi farà liberi, si riferiva anche a questo?
Con umiltà, dobbiamo definire i nostri confini.
La nostra vita, la nostra esistenza è costituita da fatti che, come la vita hanno un inizio ed una fine.
Quindi, facciamo tesoro delle realtà che ognuno di noi sperimenterà durante il proprio cammino ed una volta che, in coscienza, sappiamo di aver fatto del nostro meglio per quella realtà, dedichiamoci ad altro., ad un altro inizio e ad un’altra fine.
Non dimentichiamoci che noi siamo “qui in questo momento” e, da tutte le esperienze dobbiamo cercare di trarre il meglio, tutto il resto è scorie, inganno.
Certamente non è un cammino facile poiché l’essere umano, essere imperfetto che, cerca di tendere alla perfezione, non la raggiungerà mai totalmente.
Dopo ogni ostacolo superato subito se ne presenteranno altri.
La continua lotta fino alla morte.

… E non finisce qui … 😊




1 commento
Voto medio: 115.0/5
Gualtiero
2019-02-07 00:13:25
Interessante. Sarebbe bello approfondire la coscienza relativa alla nostalgia e al rimpianto. Comunque interessante questo post.


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